matteogarzonio
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Focusing

Sono un sognatore compulsivo, anche di giorno.
Di notte sogno tanto, tre o quattro sogni diversi, immagini e sequenze surreali si accavallano... alla mattina ho solo reminiscenze confuse, che presto svaniscono. Invece durante l'infanzia, fino all'adolescenza, avevo un sogno ricorrente il cui ricordo è ancora molto presente: una salita angosciosa, in un ascensore che non si ferma al piano desiderato e una discesa leggera, serena, planando in volo.
Mi sono chiesto spesso il significato di questo sogno, che cosa potesse rivelare delle mie paure, delle aspirazioni, se potesse raccontarmi qualcosa della mia personalità.Questo è il motivo principale per cui ho scelto di provare a tradurlo in immagini: un progetto fotografico personale presuppone un lavoro di ricerca e approfondimento, anche su se stessi, è un po' come cercare un filo, un senso.
Salire verso il cielo è una visione onirica ancestrale. Forse il primo e il più famoso è il sogno biblico di Giacobbe:“Ed ecco una scala rizzata in terra, la cui cima giungeva al cielo; e gli angeli di Dio salivano e scendevano per essa." La scala, simbolo primario di ascensione, il collegamento fra i due opposti archetipi di terra e cielo, alto e basso, nella mia agiata visione moderna diventa un ascensore. Quindi un'aspirazione ad elevarsi a conoscere, frustrata però da quella mancata fermata... l'ascensore prosegue e poi si blocca all'ultimo piano, dietro le porte qualcosa di spaventoso, panico. A questo punto il sogno diventa lucido, ho la consapevolezza di sognare, di avere il potere di scappare da questa storia paurosa... vedo una finestra e mi lancio nel vuoto, cercando di volare, magicamente ci riesco. Plano dolcemente volteggiando sopra il giardino di casa,una sensazione piacevole di serenità e potenza mi pervade. Mi sveglio.
Secondo Jung, uno dei padri della psicanalisi, sognare di volare riflette un movimento archetipico che in sé concentra tutte le aspirazioni dell’essere umano verso l’evoluzione, ma anche un bisogno di trascendere ciò che nella realtà è una prigionia e un freno, una sorta di metafora compensatoria nei confronti di insoddisfazioni e mancanze diurne. Fotografando il sogno del mio Io bambino, ho ritrovato tanto di me stesso adulto, simili aspirazioni, stesso disagio a governare situazioni in cui non ho il pieno controllo razionale... ho scoperto una primitiva, "ereditaria" difficoltà a dare la direzione voluta ai miei progetti ed alla mia vita.
Questo progetto fotografico è stato un modo per capire e sublimare quello che avevo nascosto e dimenticato, un viaggio stimolante durante il quale ho incontrato diversi artisti, cito Chagall, Fellini, Kurosawa, che hanno affrontato il tema del sogno in modi diversi eche in diversi modi mi hanno ispirato.
Milano, 2019
Matteo Garzonio
Link
https://www.matteogarzonio.com/focusing-g3253

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